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La federazione Alzheimer Italia presenta le nuove linee guida per cure più sicure

Modena – Italia (mercoledì, 16 settembre 2026) — In occasione del XV mese mondiale Alzheimer e della XXXIII giornata mondiale Alzheimer del 21 settembre 2026, la federazione Alzheimer Italia presenta delle nuove linee guida sulle cure della malattia.

di Marika Bombana

Riconoscere subito la fragilità cognitiva, coinvolgere i familiari come partner di cura, formare il personale sanitario, adattare gli ambienti ospedalieri e garantire continuità assistenziale dopo le dimissioni. Queste sono solo alcune delle azioni previste dalle Linee di indirizzo per la realizzazione di un Ospedale Dementia Friendly. In Italia sono quattro le strutture che hanno già dato avvio a questo percorso: Baggiovara, Sassuolo, San Fermo della Battaglia e il Policlinico di Sant’Orsola di Bologna.

Per chi convive con una demenza l’esperienza in ospedale può rivelarsi molto stressante: l’ambiente estraneo, i ritmi della degenza, i diversi professionisti impegnati nella cura possono aumentare il rischio di disorientamento, cadute, perdita di autonomia e conseguenti complicanze cliniche. Per offrire ai luoghi di cura strumenti concreti in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni specifici delle persone con demenza e dei loro familiari, nel 2024 la Federazione Alzheimer Italia ha avviato il progetto “Dementia Friendly Hospital”, promuovendo un Tavolo di lavoro con diverse realtà ospedaliere italiane. Da questo percorso sono nate le Linee di indirizzo, elaborate con il contributo di neurologi, geriatri, psicologi e rappresentanti di familiari e persone con demenza. Il documento si basa sull’ascolto diretto di chi vive quotidianamente questa realtà: oltre 150 professionisti sanitari e circa 800 caregiver hanno condiviso la propria esperienza attraverso due questionari, contribuendo a individuare criticità, bisogni e possibili soluzioni.

Le Linee di indirizzo propongono un percorso operativo articolato in otto tappe, per accompagnare gli ospedali nella costruzione di un’assistenza capace di rispondere ai bisogni specifici delle persone con demenza e dei loro familiari lungo tutto il percorso di cura: dal primo ingresso del paziente alla dimissione e al rientro sul territorio. Il primo passo è l’identificazione precoce della fragilità cognitiva già al Pronto Soccorso attraverso strumenti di screening semplici e rapidi. A questa segue una valutazione multidimensionale che considera non solo gli aspetti clinici, ma anche quelli cognitivi, funzionali, nutrizionali e sociali, così da valutare una presa in carico realmente personalizzata.

Particolare attenzione va dedicata alla prevenzione e alla gestione del delirium, una sindrome frequente nelle persone con demenza ricoverate in ospedale che provoca disorientamento, alterazioni della coscienza e fluttuazioni emotive. Le Linee raccomandano di individuare tempestivamente i segnali di rischio, rivedere i farmaci che possono favorirne la comparsa, promuovere mobilizzazione e idratazione, favorire il regolare ritmo sonno-veglia e garantire riferimenti chiari per l’orientamento nello spazio e nel tempo.

Centrale è anche il ruolo del caregiver. Le indicazioni invitano gli ospedali a riconoscerlo come risorsa fondamentale per comprendere abitudini, preferenze, interazione e bisogni della persona ricoverata. Per questo viene raccomandata una maggiore flessibilità negli accessi ai reparti e il coinvolgimento dei familiari nella pianificazione dell’assistenza.

Per garantire continuità e coerenza lungo tutto il percorso di cura, il documento sottolinea l’importanza di una comunicazione strutturata tra i diversi professionisti coinvolti e dell’individuazione, ove possibile, di un referente di percorso: una figura capace di accompagnare la persona durante la degenza e favorire la condivisione delle informazioni tra le équipe e con i caregiver.

Viene poi posto l’accento sulla formazione continua del personale sanitario e sull’importanza di ambienti più accoglienti e facilmente comprensibili. Interventi spesso semplici e sostenibili, come una segnaletica più chiara, l’utilizzo di orologi e calendari ben visibili, la riduzione dei rumori, un’illuminazione adeguata e spazi dedicati ai familiari, possono contribuire a ridurre ansia e confusione.

Il documento sottolinea infine la necessità di programmare le dimissioni con anticipo, coinvolgendo in primis il caregiver e i professionisti della rete territoriale per garantire continuità delle cure e limitare il rischio di nuovi accessi in ospedale.

Il modello proposto è quanto più realistico e flessibile: ogni ospedale può adattare tempi, modalità e priorità alla propria organizzazione e alle risorse disponibili, valorizzando anche pratiche e interventi che spesso sono già presenti grazie all’esperienza maturata sul campo.

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Last modified: Settembre 16, 2026
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